Hai presente Codemotion? La realtà italiana

Ieri sono stato al Codemotion, un evento molto importante nel mondo degli sviluppatori e degli appassionati: Più di 2000 developer si sono riuniti presso l’università Roma3 per seguire talk, approfondire argomenti, conoscere persone e distribuire i propri curriculum alle società ed aziende! Tra la folla, non solo una marea di nerd patentati, ricurvi ed incurvati, ma anche stratupper e professionisti.

Logo Codemotion
Logo Codemotion

Non a caso ho deciso di guardarmi intorno e studiarmi la situazione: a che punto dello sviluppo tecnologico è l’italia? Ci sono opportunità in grandi aziende oppure conviene puntare a quelle piccole? le società sono pronte per un decollo oppure non c’è ancora stabilità? Cosa devo decidere per il mio futuro? L’italia è pronta al cambiamento?  L’italia dei grandi non è pronta. Ancora.

Le grandi società, nonostante il periodo di calo, si sono mantenute. Adobe, IBM, Oracle, Samsung ed altri grandi, non hanno avuto grossi problemi. Ci sono stati casi di crisi, ma la maggior parte si è ripresa attraverso delle escamotage ( fusioni, licenziamenti etc etc). Al contrario le realtà più piccole hanno subito una scossa talmente forte da provocare incertezza in ogni cosa. Il tutto basato sulla mentalità degli italiani.

Esatto, è la mentalità degli italiani che porta le aziende più piccole in crisi! Se una società come IBM decide di sviluppare una qualsiasi cosa, ma facendo un grande errore, difficilmente cadrà in crisi e rimarrà in piedi (stabile). Nel caso di realtà più piccole come le società appena nate, in questo periodo di crisi è difficile trovare un sostegno qualora si commettessero errori! Proprio per questo motivo in italia le società che vogliono sviluppare qualche cosa di realmente innovativo sono poche: tutte quante cercano una stabilità ed una certezza che con l’innovazione è difficile trovare. La mentalità arretrata degli italiani, che si affiderebbe difficilmente alla tecnologia, non aiuta la situazione.

Infatti se una piccola software house decidesse di utilizzare tecnologie differenti da quelle sempre usate da tutti, sarebbe panico: la mentalità tecnologica degli italiani difficilmente si adatta a novità. Ad esempio risulta difficile passare da una interfaccia grafica come quella di Windows, per  approdare a una più semplificata come quella di Ubuntu con Gnome. Stesso discorso vale per i browser: Risulta difficile passare da Firefox a Chrome, proprio perché gli italiani si abituano difficilmente ad un cambiamento radicale, in questo caso: ad un cambio di abitudini. Come se si avesse paura. Seguendo questa logica potrei parlare dei forni a microonde, dei frigoriferi, delle televisioni e così via. Anche il paragone tra il costo dei prodotti e lo stipendio medio vuole la sua parte: Forse noi italiani non ci rendiamo conto di quello che ci circonda e di come le cose potrebbero andare meglio: e la politica?

Visto che i giornali vogliono dire che la crisi sia finita, facciamoglielo credere. Io penso che, quella che chiamano “crisi”, non sia ancora finita. In modo particolare in Italia non è ancora del tutto finita. Questa mentalità tipicamente italiana, l’abituarsi difficilmente ai cambiamenti, porta a dover fermare quelle piccole realtà che vogliono rinnovare il paese. Qualora ci riuscissero non sarebbero comprese. È una crisi delle necesità, proprio perché sono cambiante le richieste: sia da parte del cliente finale che si adegua difficilmente, sia da parte delle società più piccole che necessitano di stabilità, e di una sicurezza che non le faccia cadere e ripartire da zero.

Caso opposto qualora si volessero seguire le solite tecnologie. Nelle università e negli ambienti scolastici i linguaggi di programmazione studiati sono sempre gli stessi. Molte volte tutto quel tempo passato a studiare Java e C, risulta sprecato in quanto le richieste di mercato internazionale sono altre: Si parla di Objective-C, si parla di Python e Ruby. C’è chi vuole l’applicazione per l’iPhone, c’è chi desidera un nuovo sito web e c’è chi vorrebbe realizzare una nuova web application. In italia le grandi aziende dicono di no e lentamente comprendono che è ora di aggiornarsi. Ma come si può pretendere se non si hanno le conoscenze?

Facendo domande nell’area networking durante il codemotion, ho realizzato che esistono due tipi di necessità: ci sono società che han bisogno di “Fac Totum” e società che han bisogno di “Specialisti. Sia i FacTotum sia gli Specialisti, sono in relazione con la grandezza delle società e l’innovazione delle idee che si sviluppano.

 Innovazione VS Specializzazione
Innovazione ( FacTotum ) VS Specializzazione

I Fac Totum fanno di tutto e di più! Sono quel genere di sviluppatori, ingegneri, amministratori, sistemisti, web designer, esperti di marketing, smanettoni… sono quel genere di persone che vogliono fare tutto e possono farlo: le loro conoscenze sono limitate alla loro voglia di fare in quanto sono self made men.  Gli Specialisti invece, sono quelle persone meno generaliste ( cit. IBM ) e tendono a focalizzarsi su un determinato argomento, senza mai provare novità e supportando sempre le stesse tesi. Grazie alla crisi delle necessità, le società più piccole, specialmente quelle che tendono all’innovazione, hanno bisogno Fac Totum e freelancer; mentre le realtà più grandi, come IBM, Oracle e la stessa Samsung, vogliono Specialisti. Il più grande problema è che nelle università si formano molti Specialisti, che a volte si ritrovano spiazzati visto che i Fac Totum hanno tutte le conoscenze per soddisfare quelle nuove richieste di mercato. Siamo in crisi e difficilmente le società più grandi sono in cerca di nuovi dipendenti: Come muoversi?

Quindi in italia, le società, sia grandi che piccole, difficilmente sono pronte per l’innovazione: Parlando con Oracle mi sono reso conto quanto l’ambiente universitario sia poco stimolante, rispecchiando quello delle grandi società. Da questo ho capito quanto sia importante allargare le proprie skills ma specializzandosi in diversi argomenti, in modo da poter soddisfare ogni genere di necessità.

Il futuro sarà sempre lo stesso? La mente degli italiani, chi la cambia? Forse la televisione…

Published by

koalalorenzo

More info: http://who.is.lorenzo.setale.me/?

9 thoughts on “Hai presente Codemotion? La realtà italiana”

  1. Al Codemotion ho parlato sia con Adobe, IBM, Oracle, Samsung e SonyEriccson e tutti quanti mi hanno dato una risposta comune: in Italia non investono nello sviluppo. Sono presenti sul territorio solo a livello commerciale e niente più. IBM mi ha consigliato di andare in Francia, dove c’è un grande centro di ricerca. Adobe una cosa simile, ma non mi ricordo in quale stato.
    Questa è la situazione.

    Like

  2. Mah… sono d’accordo a metà.
    Società che vogliono sviluppare qualche cosa di realmente innovativo in Italia ci sono. Ed a volte riescono anche a fare strada.
    Solo che non si sa perchè non godono di quella visibilità che hanno carrozzoni che di innovativo hanno solo i nomi dei prodotti e che poi, guarda caso, si rivolgono sempre al settore pubblico ( mai nessuno in Italia che si metta a sviluppare qualcosa destinato al mercato consumer ).
    Voui un esempio relativo proprio al codemotion? Guarda quei ragazzi che facevano girare il loro gioco su maxischermo, era un prodotto, sia pure non ancora finito, dalla qualità paragonabile a quelli venduti nei negozi ( anzi credo fosse uno dei pochi prodotti “seri” realmente presenti ) , frutto del lavoro di una piccola società innovativa. E la gente che lo provava era piacevolmente sorpresa. Eppure non una riga sui canali di informazione ufficiali….

    Like

    1. Se per innovativo tu intendi spalancare la bocca e dire WoW, allora la pensiamo in modo diverso!

      Per me innovativo è qualche cosa che realmente sia utile! Ad esempio un nuovo metodo per interfacciarsi ed interagire con i macchinari di ogni giorno, oppure un nuovo canale di trasmissioni dati… e non un maxi schermo o un videogioco, ma qualche cosa che faccia dire “Mi ha migliorato la vita”. Se prendi come esempio la teoria di Linus Torvalds prima viene la sopravvivenza, poi l’ordine sociale e solo in fine il divertimento!

      Credo che sia più innovativa una idea che migliori la sopravvivenza che una che migliori il divertimento!

      Like

      1. Il Divertimento, inteso nel suo livello piu’ alto come soddisfazione dell’intelletto, ossia l’arte il cinema, la fotografia, i videogiochi la letteratura ecc… sono la MASSIMA espressione del pensiero umano.
        Ed è la molla per tutte le spinte propulsive del progresso.
        C’è piu’ tecnologia in un videogame che in qualunque altro software del pianeta.
        C’è piu’ tecnologia in un’auto di formula uno ( categoria concepita per il divertimento di milioni di spettatori ) che in qualsiasi altra vettura.
        C’è piu’ innovazione in un portali come Youtube e facebook ( concepiti , ancora una volta, per soddisfare un bisogno di DIVERTIMENTO ) che in qualsiasi altro portale del pianeta.

        Ti invito a riflettere ( magari senza paraocchi, cosa triste alla tua età ).

        Like

Comments are closed.