Privacy, reti mesh, Bitcoin e fantasie varie

Da un bel po’ di mesi a questa parte, mi sono accorto che il mio atteggiamento nei confronti delle grandi società che gestiscono l’internet “delle masse” è sempre più orientato al lasciarle trattenere una fettina della mia privacy in cambio di servizi gratuiti.

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p2p?

L’ultima novità di Mark Zuckerberg, riguarda uno pseudo-motore di ricerca avanzato. Graph search migliorerà la ricerca dei contenuti sul social network, peccato che ciò significhi anche spingere da una parte l’utente medio a non distaccarsi più da Facebook, dall’altra l’utente più esperto a migliorare ed adeguare le informazioni per ottenere più visite e like… devo documentarmi meglio a riguardo…

Ciò non sarebbe tanto diverso da quello che fa Google, se non che Facebook conosca in modo non anonimo anche quanti peli ho nel naso nel momento in cui faccio una ricerca. La mia privacy ha un peso fondamentale e i TOS non li leggo quasi mai. Per questo ho iniziato a pensare a varie soluzioni a questi problemi

Circa 5 anni fa, avviai il progetto Siderus, con l’intento di creare una distribuzione GNU/Linux. Avevo 14 anni e trovai pochissimi supporter, ma costruendo da solo il sistema operativo ho avuto modo di ampliare le mie conoscenze e sperimentare dei “sotto progetti”. Uno di questi ( che poi ho deciso di trasformare in progetto principale ) si chiamava Siderus Share: un software ed una serie di librerie per creare reti Friend-to-Friend, veloci, sicure e senza grosse difficoltà.

Ora mi sto mangiando le mani perché non ho soldi e tempo per portare avanti il progetto, ma quando sono venuto a conoscenza della comunità Ninux, la rete mesh , ho capito che avrei potuto dare una mano portando avanti Siderus Share e creando applicazioni specifiche, come un social network P2P/F2F a tutti gli effetti. ( non come diaspora #Fail )

Un social network Friend-to-friend significa molte cose: privacy, diritti d’autore, sicurezza etc etc. La cosa fondamentale è che i dati che riguardano me sono principalmente salvati sul mio computer e posso metterli a disposizione di chi voglio io, in modo del tutto decentralizzato… e volendo anche anonimo.

Esistono già delle soluzioni per un “internet decentralizzato” ( e anonimo ) , ma non sono alla portata di tutti gli utenti e non offrono le soluzioni/tecnologie che oramai il Web (2.0?) mette a disposizione.

Browser sempre più veloci e ottimizzati. Social networks sempre più integrati con i siti web. Applicazioni sempre in cloud e dispositivi sempre più “convergenti“.

In questa voglia di libertà e sicurezza, ho affrontato anche il discorso economico. I pagamenti online sono gestiti completamente dai strumenti centralizzati e dai vari circuiti proprietari. Tra i vari problemi che risolve il Bitcoin, c’è quello di avere una moneta che non dipende da uno stato o un ente centrale. In questo periodo di crisi, avere una moneta alternativa diventa interessante!

Per chi non conoscesse i Bitcoin, sono una moneta digitale sperimentale che ha un funzionamento basato sulle reti di Peer-to-Peer. È molto sicura e affidabile ( a meno che non si diano le chiavi segrete alle persone sbagliate… LoL ).

La fantasia

Nella mia fantasia, il mio telefono é in grado di effettuare chiamate e comunica anche attraverso la rete mesh creata dinamicamente con gli altri cellulari/dispositivi nelle vicinanze. Le chiamate vengono pagate a chi “userò come ponte nella rete” tramite i bitcoin e nel caso cambino i DNS di Whatsapp o una parte della rete vada giù, sarò sempre in grado di comunicare con gli altri, attraverso altre tecnologie.

La fantasia poi diventa orgasmica nel momento in cui uso un social network decentralizzato, la sincronizzazione tra i dispositivi ( icloud e dropbox-like ) avviene tramite un sistema Peer-to-Peer cifrato e pago in bitcoin, anche cartacei, quando vado a fare la spesa.

Finché non ti sentì al settimo celo quando pensi alla situazione delle infrastrutture italiane e di quanto questa cosa potrebbe velocizzare e migliorare le comunicazioni.

Una fantasia realizzabile, visto che Skype è un software peer-to-peer ed alcune persone sono considerati dei “super nodi” perché permettono agli altri di comunicare tramite loro. Allo stesso modo, da qualche parte ho letto che i famosi OLPC ( computer per i bambini dei paesi in via di sviluppo ), dispongono di antenne wireless capaci di creare reti mesh, in modo da condividere la connessione, abbattere i costi dell’infrastruttura e far arrivare internet anche là dove sarebbe molto costoso. Grazie poi al nuovo standard di comunicazione 802.22 e le tecnologie sempre più veloci ed efficienti, spero che diventerà tutto più semplice.

Tornando con i piedi per terra, la fantasia finisce. Capisci che sei su un treno diretto per Milano e che arriverà tra 3 ore. Ti ricordi che le reti wireless possono causare problemi alla salute e comunque bisognerebbe fare cose che impiegherebbero troppo tempo e denaro ( prima o poi finirò l’università ) 😦

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koalalorenzo

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4 thoughts on “Privacy, reti mesh, Bitcoin e fantasie varie”

  1. Guarda la cosa io ce l’ho in mente fin da quando ero bambino… Ma andrebbe fatta su scala nazionale… Per la serie o ti candidi o crei una comunità… Se crei una comunità rimane il concetto soldi… Se ti candidi, parimenti, devi vincere… Tutte e due le cose sono difficili da realizzare nella realtà… Ma non impossibili, questo è certo! Inoltre col problema delle reti che abbiamo in italia si dovrebbero rivendere le vecchie infrastutture in modo da incamerare una parte della spesa… Almeno per far quadrare i conti… Peccato che la Cina sia passata da un 2G popolare e un 3G minuscolo al 4G a copertura nazionale senza soluzione di continuità…
    Quindi sarebbe anche difficile tentare di rivendere tecnologie obsolete… A meno di rivenderle a privati per creare soluzioni personalizzate… E insomma c’è tutto un giro dietro tra costi, guadagni ( pochi ) e innovazione & ricerca… Non una soluzione prevedibile in tempi brevi comunque… Tieni presente però che se l’infrastruttura attuale è costa qualche miliardo di euro i guadagni volendo potrebbero essere 100 volte tanto… Dipende da come vuoi sfruttare anche la situazione…

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    1. è molto difficile, ma non impossibile. Penso che resterà un sogno per ancora un bel po’ 😦 ( a meno che non arrivi qualche persona che mi possa aiutare in questo )

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