I am running ZeroNet in background on my Mac

Since when I was little, I always loved peer-to-peer technologies… I even tried to create a GNU/Linux distribution based on that. .. but recently I have discovered a brilliant project that is combining the power of asynchronous cryptography, using Bitcoin private and public keys, with BitTorrent technology. This project is called ZeroNet and it is a new and interesting way to provide websites and real-time services in a p2p network.

ZeroNet-OldLogo

To join the network and browse the ZeroNet websites, now you have to keep running a python software in one of your terminal. I really hate to keep it opened 24h a day… even if I am nerd enough to love logs. I decided to run an instance of ZeroNet in background on my Mac: every time I turn on my computer, I am updating and seeding content. I feel happy to help this community 👍 Here is how I made it possible. Continue reading I am running ZeroNet in background on my Mac

My review: Pebble Time

It’s been a long time, and finally, exactly when I forgot about it, my Pebble Time arrived. Because the web is full of people excited to review this product, I decided to wear one for 2 weeks before writing this post… and my review is probably different than the others.

Pebble Time

Pebble time with Super Mario watchfaceDuring these weeks it was nice to have a device on my wrist that is able to do things rather than just do one single and simple thing: showing the time. I have to admit that the Pebble Time is doing it in a great way: all the custom watchfaces created by people from all around the world are just perfect. My favorite one is the Super Mario one, because I am a real nerd and Nintendo fan. 🙂

The packaging that they used for the kickstarter campaign is really minimal: a box with written on “It’s time”. That label was enough to make me happy, that finally it arrived… but after few hours of usage, I realized that all that excitement just started  melting away

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Impossible means: “harder to make it possible”

Several times, I have heard my grandparents saying “that is impossible” when they are comparing what the young generations do to what they were used to do. According to the dictionary, what is impossible, is “not possible, unable to be, exist, happen, unable to be done…“, but for what I have noticed and experienced, is just a matter of points of view.

Today I saw on this video, comparing the new generation of MacBook Pro with Macintosh Portable, and we can see clearly the difference between those two models, but the main difference is the release date. You have all the rights to say me that I am talking about a trivial thing, but it’s really good to introduce the thought I have in my mind.

The Macintosh Portable, yes that big-plastic-“90’s gray”-heavy thing, was released on the September 20th 1989. At that time the technologies were totally different than today, and now we can almost say “obsolete“. Nevertheless, that piece of cold engineering became really obsolete few years later. On the February 11th of the amazing 1991, that heavy guy started being “a piece of history“.

I may think about “future” things, but they will always appear as “impossible” to my practical eyes. I may say “people take flying cars in the future”, maybe they will, maybe they will not. I really believe that what I see as impossible is still possible, but the effort to make it real, so to make it possible, is higher. What is impossible for me could be possible to somebody else or in another time of the history. It’s just a matter of points of view.

Macintosh Portable battery

The main reason behind this choice by Apple was its battery. Technically you can read more about that on Wikipedia, but the battery problem is important to understand my idea: If we could travel back in time and go on Semptember 20th of 1989 with the concept of the modern MacBook Pro, or just even with the concept of the modern batteries, how do you think people and engineers will react?

Probably they may say that the MacBook Pro is an impossible concept, even thinking from the technical prospective of that time. It took almost 20 years to make the right battery and screen for the MacBook Pro… Or even the MacBook Air. Steve Jobs, as many others determinate people, took his entire life to create Apple’s products, that in the 80s were considered as “impossible”.

That’s also why I think that if you have a concept that may appear impossible, you can push to make it possible: steps by steps, goals by goals, everybody can change the world somehow, and make their dreams come true! That’s why from my point of view, what it is “impossible” is just harder to be possible.

Perché ho detto No all'acquisto del Nexus 5

Problema: la batteria del mio iPhone 4S si stava rovinando sempre più velocemente. Fino a 6 mesi fa ricaricavo la batteria solo ed esclusivamente quando questa si scaricava completamente… poi però ho iniziato a prendere la cattiva abitudine di ricaricarla quando ne avevo la possibilità: il risultato è che l’iPhone si scaricava in meno di 5 ore, quando prima arrivava tranquillamente fino a sera.

iPhone 3G won't charge anymore

Così avevo preso in considerazione l’acquisto di un nuovo smartphone e avevo pensato proprio al Nexus 5: il costo di questo device è nettamente inferiore rispetto a quello dell’iPhone 5s e mi offre comunque tutto quello di cui ho bisogno.

Poi mi ricordo di questa intervista a Linus Torvalds che mi aveva girato Alessio mentre eravamo in treno. L’articolo è interessante, ma la parte che mi ha colpito di più è questa qui:

“…There are a lot of people in the software industry who like to show off that they’re using the latest software or programming language. It’s a status thing, like the people who talk about obscure indie bands or foreign movies. Whether it’s Linux or Haskell or MongoDB or whatever, every workplace has at least one guy who spends most of his time talking about closures and how he is moving his blog to NodeJS so it will scale.”

Ed è assolutamente vero: con l’acquisto del Nexus 5 stavo costruendo il mio status. Perché acquistare il Nexus 5 è uno spreco di soldi in realtà, non ne ho bisogno in quanto l’iPhone 4S non è lento e non da problemi, l’ho sempre trattato benissimo e ha solamente la batteria che si è rovinata con il tempo. Nel mio caso non è obsolescenza programmata.

Nexus 5

Dentro di me stavo proiettando il film che non faceva altro che alimentare la voglia di Nexus 5: avrei utilizzato tutta la suite Google, avrei potuto installare un wallet bitcoin, avrei potuto utilizzare BitTorrent sync in background, avrei potuto usare l’NFC, oppure avrei semplicemente potuto installare una ROM differente… ma ne avevo veramente bisogno?

Con l’attività di freelance non ho bisogno di NFC, non ho bisogno di Bitcoin o di una ROM modificabile. BitTorrent Sync e la suite Google le posso già utilizzare con iOS. L’iPhone già mi da tutto quello di cui ho bisogno: Pages, Numbers e Keynote, Mail, Evernote e Skype sono il giusto necessario per lavorare e spostare tutto sulla suite Google sarebbe stato anche “doloroso“. Quindi è veramente utile l’acquisto del nexus 5? No.

Invece di fare il Nerd-Hipster vanitoso, ho cambiato radicalmente punto di vista e ho cambiato radicalmente scelta. Mi sono recato in un negozio Clinica iPhone a Roma e per 50€ ho sostituito la batteria dell’iPhone. Ora ho il problema che la batteria mi dura troppo ed arrivo a fine serata con il 30%, ma riesco a lavorare senza problemi e senza aver speso 400€ inutilmente 🙂

Google svegliati, Android è pronto!

KitKat ha decisamente fatto dei grandi progressiAndroid è pronto finalmente. Le API permettono di realizzare interfacce veramente ben fatte, studiate e finalmente usabili. Per questo i device con KitKat mi attirano particolarmente, ma usandolo sul kindle mi sono reso conto del difetto che ha Android: gli sviluppatori pigri e incapaci.

Solo tre anni fa utilizzavo un Samsung Galaxy S. Avevo deciso di sviluppare qualche applicazione per Android, ma dopo diverse bestemmie dovute all’ottimizzazione sui dispositivi, e dopo le continue frustrazioni nell’usarlo, mi passò la voglia di utilizzare quel device e di svilupparci sopra. Con KitKat sembrerebbe esserci una più concreta attenzione nei confronti dell’usabilità.

Pigrizia
Pigrizia

Su KitKat le applicazioni realizzate da Google sono veramente ben fatte: pulite, chiare, usabili, ma le altre su Google Play sono pessime. Le API per fare applicazioni decenti ci sono: Trello ha aggiornato l’applicazione di recente e come dice Alessio, “non ci sono sgorbi”. Allora dove è il problema se le cose si possono fare bene? IMHO: Sviluppatori e Google sono diventati “pigri”.

Se Android è pronto, allora perché troppe applicazioni sono brutte? Penso che la colpa sia di due fattori. Il primo: Google non ha ancora la forza che ha Apple con gli sviluppatori e i produttori di hardware. Il secondo fattore è legato a chi realizza le app che a causa del primo problema, è “pigro” e non riesce ad aggiornarle alle ultime versioni delle API, visto che la frammentazione di Android rende difficile questa operazione.

Frammentazione Android
Frammentazione Android

In poche parole Google dovrebbe svegliarsi, Android è pronto ma serve un “pugno di ferro” che spinga gli sviluppatori e i produttori hardware a non supportare più Gingebread e Froyo. KitKat, supportando device con 512 MB di ram, ha fatto un passo avanti per i produttori, ma non è abbastanza. Anche gli sviluppatori dovrebbero svegliarsi, perché se è vero che Trello si è aggiornata, perché allora la versione di Android di 1 Password fa schifo? (si ho scritto fa schifo perché fa schifo, quella sull’iPhone e sul Mac è da orgasmo 🙂 ).

Il risultato di questa scarsa attenzione nei rilasci e nelle regole, l’ho notato cercando di lavorare con Android: è completamente diverso da iOS e per questo è quasi impossibile fare un paragone. Quello che posso dire è che le uniche app usabili e “produttive” sono quelle di Google e pochissime altre, le restanti applicazioni mi fanno solo perdere tempo. A volte è difficile scrivere un documento di testo, programmare un tweet, salvare un promemoria o creare una nota: una esperienza d’uso pessima e che cambia da app ad app.

Svegliati Google, perché penso che Android sia pronto: ha un ecosistema di sviluppatori che si sta sempre più consolidando, ma mancano delle regole ancora più rigide per rendere Android un sistema operativo più usabile.

L'esperienza utente: Reading List e Browsers

Questo giovedì, durante la Startup Breakfast organizzata a Working Capital ho avuto modo di ascoltare diversi elevator pitch. In modo particolare un ragazzo, che proponeva una applicazione per conoscere nuove persone, mi ha fatto ragionare su quanto sia importante pensare anche all’esperienza d’uso che avranno i nostri utenti.

Ultimamente sto saltellando da un browser all’altro con una certa frequenza. L’esperienza utente è fondamentale: io sono quello che legge articoli su Feedly e che conserva quelli più interessanti, sia per leggerli successivamente, che per un archivio personale. Chrome e Safari

Quando c’era Google Reader, salvavo tutti gli articoli interessanti su Pocket, per poi leggerli con più calma mentre ero in Metropolitana o in Taxi. Il processo era abbastanza semplice: aprivo un client di greader, inviavo una email a Pocket per salvare l’articolo che mi interessa. Poi avviavo Pocket prima di uscire di casa in modo da scaricare gli articoli che avevo salvato. Quando ero in metro, aprivo l’app per leggere.

Per le persone come me, Apple ha progettato all’interno del browser Safari l’Elenco Lettura. Così per qualche mese ho sperimentato questa feature molto comoda.

Aggiungi a Elenco Lettura di Apple Safari
Aggiungi a Elenco Lettura di Safari

Dal punto di vista dell’esperienza, avevo abbandonato Pocket perché utilizzando Safari anche sul Mac e tramite iCloud, la sincronizzazione avviene in modo automatico: non dovevo più aprire una applicazione prima di uscire di casa. Il problema principale è che ho sempre amato Google Chrome e l’ho sempre utilizzato. Solo che questa caratteristica del browser Apple rendeva la mia esperienza d’uso molto più semplice: La voglia di tornare ad usare quel browser c’è sempre stata, solo che non ho mai avuto altri motivi per cambiare…

Fino a quando ho scoperto che iOS7 integra una caratteristica chiamata “Background App Refresh” ovvero la possibilità di aggiornare in background ed in modo automatico le singole applicazioni. Il risultato è praticamente quello che ho sempre desiderato: Pocket si aggiorna in background senza che io debba avviare l’applicazione prima di uscire di casa. ❤

Quindi per questo motivo ho deciso di utilizzare Google Chrome sul Mac, Safari sull’iPhone e Pocket su entrambi i dispositivi.  che poi l’app nativa per Mac di Pocket è bellissimissima  🙂

Pocket Icona
Così ora uso Pocket

Concludendo, è importante considerare l’esperienza utente delle nostre applicazioni: forse è abbastanza comune avere una reading list da sfogliare quando siamo in metro e non prende il telefono. Per questo l’aggiornamento in background tramite le nuove notifiche push di iOS7 è una caratteristica pensata anche per la mia esperienza d’uso.

Un mese con #JawboneUp: #KnowYourSelf

Jawbone Up è un braccialetto che traccia le attività che svolgo durante la giornata: dei piccoli e precisi sensori registrano le varie posizioni e i vari movimenti del mio braccio. Usando queste parole sembrerebbe un prodotto poco interessante o privo di valore, ma non è così.

Once you #KnowYourSelf there's only one way to go. up.
Once you #KnowYourSelf
there’s only one way to go. up.

Ho comperato il Jawbone Up online, direttamente dal sito ufficiale al prezzo di 129,99€. È arrivato 3 giorni dopo, direttamente dall’Inghilterra.

Arrivato!

Come i cagnolini che quando sentono ospiti e vogliono uscire, anche io mi ero posizionato sulla porta di ingresso e “scondinzolavo” aspettando che arrivasse il fattorino :). Appena è arrivato ho scartato subito la busta come se non avessi mai mangiato in vita mia ed il contenuto del pacchetto fosse il piatto più buono e prelibato di questo pianeta. Il packaging è uno dei più belli che io abbia mai visto!  Continue reading Un mese con #JawboneUp: #KnowYourSelf