My review: Pebble Time

It’s been a long time, and finally, exactly when I forgot about it, my Pebble Time arrived. Because the web is full of people excited to review this product, I decided to wear one for 2 weeks before writing this post… and my review is probably different than the others.

Pebble Time

Pebble time with Super Mario watchfaceDuring these weeks it was nice to have a device on my wrist that is able to do things rather than just do one single and simple thing: showing the time. I have to admit that the Pebble Time is doing it in a great way: all the custom watchfaces created by people from all around the world are just perfect. My favorite one is the Super Mario one, because I am a real nerd and Nintendo fan. 🙂

The packaging that they used for the kickstarter campaign is really minimal: a box with written on “It’s time”. That label was enough to make me happy, that finally it arrived… but after few hours of usage, I realized that all that excitement just started  melting away

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I wish you a private and secure 2015

During the 2014 I’ve learned how much privacy and security are important. Apart from my “nerdy needs“, I started observing my habits, considering who reads what and where my important information are stored online. My bank accounts, passwords, email and some private conversations should stay private and encrypted. Some other information should still be available to somebody as other documents could be read by anyone.

Sometimes we need to keep secrets, secret.
Sometimes we need to keep secrets, secret.

I discovered and I got annoyed by the fact that, in order to provide a “spam-free inbox” or other advertisement service, all my emails are read and scanned by Gmail. I also got rid of Dropbox because after thousand of passwords leaked, I felt bad that some of my documents were stored in a not-really-safe service. So, when I am communicating or sharing things with others, I decided to switch to secure and private channels when needed… including those services that are considering encryption as a serious thing and not just a joke as SSL. So I wrote down a list of suggestions to improve the privacy and the security. Continue reading I wish you a private and secure 2015

Perché ho detto No all'acquisto del Nexus 5

Problema: la batteria del mio iPhone 4S si stava rovinando sempre più velocemente. Fino a 6 mesi fa ricaricavo la batteria solo ed esclusivamente quando questa si scaricava completamente… poi però ho iniziato a prendere la cattiva abitudine di ricaricarla quando ne avevo la possibilità: il risultato è che l’iPhone si scaricava in meno di 5 ore, quando prima arrivava tranquillamente fino a sera.

iPhone 3G won't charge anymore

Così avevo preso in considerazione l’acquisto di un nuovo smartphone e avevo pensato proprio al Nexus 5: il costo di questo device è nettamente inferiore rispetto a quello dell’iPhone 5s e mi offre comunque tutto quello di cui ho bisogno.

Poi mi ricordo di questa intervista a Linus Torvalds che mi aveva girato Alessio mentre eravamo in treno. L’articolo è interessante, ma la parte che mi ha colpito di più è questa qui:

“…There are a lot of people in the software industry who like to show off that they’re using the latest software or programming language. It’s a status thing, like the people who talk about obscure indie bands or foreign movies. Whether it’s Linux or Haskell or MongoDB or whatever, every workplace has at least one guy who spends most of his time talking about closures and how he is moving his blog to NodeJS so it will scale.”

Ed è assolutamente vero: con l’acquisto del Nexus 5 stavo costruendo il mio status. Perché acquistare il Nexus 5 è uno spreco di soldi in realtà, non ne ho bisogno in quanto l’iPhone 4S non è lento e non da problemi, l’ho sempre trattato benissimo e ha solamente la batteria che si è rovinata con il tempo. Nel mio caso non è obsolescenza programmata.

Nexus 5

Dentro di me stavo proiettando il film che non faceva altro che alimentare la voglia di Nexus 5: avrei utilizzato tutta la suite Google, avrei potuto installare un wallet bitcoin, avrei potuto utilizzare BitTorrent sync in background, avrei potuto usare l’NFC, oppure avrei semplicemente potuto installare una ROM differente… ma ne avevo veramente bisogno?

Con l’attività di freelance non ho bisogno di NFC, non ho bisogno di Bitcoin o di una ROM modificabile. BitTorrent Sync e la suite Google le posso già utilizzare con iOS. L’iPhone già mi da tutto quello di cui ho bisogno: Pages, Numbers e Keynote, Mail, Evernote e Skype sono il giusto necessario per lavorare e spostare tutto sulla suite Google sarebbe stato anche “doloroso“. Quindi è veramente utile l’acquisto del nexus 5? No.

Invece di fare il Nerd-Hipster vanitoso, ho cambiato radicalmente punto di vista e ho cambiato radicalmente scelta. Mi sono recato in un negozio Clinica iPhone a Roma e per 50€ ho sostituito la batteria dell’iPhone. Ora ho il problema che la batteria mi dura troppo ed arrivo a fine serata con il 30%, ma riesco a lavorare senza problemi e senza aver speso 400€ inutilmente 🙂

Un mese con #JawboneUp: #KnowYourSelf

Jawbone Up è un braccialetto che traccia le attività che svolgo durante la giornata: dei piccoli e precisi sensori registrano le varie posizioni e i vari movimenti del mio braccio. Usando queste parole sembrerebbe un prodotto poco interessante o privo di valore, ma non è così.

Once you #KnowYourSelf there's only one way to go. up.
Once you #KnowYourSelf
there’s only one way to go. up.

Ho comperato il Jawbone Up online, direttamente dal sito ufficiale al prezzo di 129,99€. È arrivato 3 giorni dopo, direttamente dall’Inghilterra.

Arrivato!

Come i cagnolini che quando sentono ospiti e vogliono uscire, anche io mi ero posizionato sulla porta di ingresso e “scondinzolavo” aspettando che arrivasse il fattorino :). Appena è arrivato ho scartato subito la busta come se non avessi mai mangiato in vita mia ed il contenuto del pacchetto fosse il piatto più buono e prelibato di questo pianeta. Il packaging è uno dei più belli che io abbia mai visto!  Continue reading Un mese con #JawboneUp: #KnowYourSelf

Prendere appunti: Arch #Linux vs #iOS 6

Quando ero al liceo avevo l’abitudine di prendere appunti con il MacBook Pro, e lo trovavo veramente comodo. La batteria durava per tutto l’orario scolastico… anche quando giocavamo ( shhh, non ditelo ai prof che vogliono l’iPad in classe ) c’era alimentazione fino al suono dell’ultima campanella. 😛

koalalorenzo, lorenzo setale, at university by vforvittoria
Qualche anno fa ( foto scattata dal padre di @dottorblaster )

Ma in università è diverso. Un MacBookPro è comodo quando hai tantissimi libri ed il peso non fa differenza. Diventa scomodo da portare da solo, non è piccolissimo, non è paragonabile ad un NetBook o ad un Tablet…

Per sostituire il MacBook ho ho deciso di mettere a confronto il mio NetBook con il mio iPad 2. Ho osservato la durata della batteria e la “portabilità“, ma voglio soffermarmi sulle interfacce grafiche… Quanto è avanzata l’UI di iOS6 rispetto al terminale?

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#iSchool e l'Italia 2.0 – Siamo pronti?

Oggi ho avuto la possibilità di partecipare all’evento organizzato da World Wide Rome, iSchool. Ovviamente, dalle 10:00 alle 14:30 si è parlato continuamente di Scuola 2.0.

iSchool 2012
iSchool 2012: io c’ero 😀

Io credo che la tecnologia, quella innovativa, non ci cambia veramente la vita… Nel senso che ci facilita alcune operazioni. Nel complesso possiamo dire che una applicazione che permette ai non vedenti di camminare nei boschi sia veramente innovativa, tuttavia questa va a sostituire un accompagnatore 🙂 (poi ci sono le eccezioni)

Penso una cosa molto simile anche per i libri: sostituirli con un iPad può essere una cosa molto interessante, tuttavia non credo sia una delle priorità nel mondo della scuola! 😉 Molte scuole tuttavia hanno scelto già questo dispositivo.

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Twitter: what are you doing?

Il 2 Maggio del 2008 avevo pubblicato un post riguardante Twitter. Qualche giorno prima mi ero iscritto al social network ed avevo iniziato a twittare. Sono passati 4 anni e le cose sono cambiate parecchio! Avrà ancora senso questo video?

Twitter in Plain English ( 05/03/2008 )

Twitter è cambiato parecchio. L’utilizzo che ne faccio ora, e che in molti come me fanno, è diverso da quello di 4 anni fa: non è solo una questione personale dovuta al mio carattere, ma è un cambiamento causato da una specie di “evoluzione” di Twitter. Continue reading Twitter: what are you doing?