My Bitcoin Experience: Wallets and Debit Card

I am in the world of bitcoin since 2012 when I opened my first bitcoin wallet on blockchain.info… and a lot of things changed since that moment: new services, growing communities, new alternative crypto currencies, ATMs, Credit-Debit cards, and a larger diffusion of people accepting bitcoin in their shops.

After those two years I can see a better view of what Bitcoin means to me and the innovation behind that technology, including Xapo debit card… and some of my friends are tired of me talking about bitcoins 🙂

How I choose a wallet

Using simple words: the wallet is a collection of addresses and their private keys. The address, that is used to receive the money, is a group of letters and numbers generated by the private key, that is required to send money.

Because you must have the private key of your address in order to sing a transaction, the security level where this value is stored must be high. The default bitcoin client provides a wallet, but is really slow and it must be synchronized and it will take some days…

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Goodbye Roma!

Dear Rome,

I know you are not missing me and I am not missing you. You may wonder why I made the decision to move to another city, well the truth is that I planned to go abroad to live and escape your life-style. Escape from the never-ending life style. When I’ve got 21 I realized that I would no longer be the “smart guy”, the “genius” or the “talented young guy” and I cannot stay in my “comfort zone”. I knew i have to change everything and grow up. Again. So I made a big decision 8 months ago: I started collecting money and waiting for the right moment and the right opportunity…

Copenhagen Canali

We are on a time bomb, Rome. You are not what I need now. You are the perfect city for people that are not willing to grow up. Your citizen has big dreams, but maybe someone has cursed you. So they easily get distractions when they are almost to achieve goals. You are my eternal city because it was not easy to get things done for me. I had this feeling.

When I was not thinking about collecting money, because I get used to that, and when I forgot that I planned to move abroad, because I was feeling so good with my friends and my clients, something more concrete and real bring me back to the reality. During my 21th birthday party I got my opportunity and a new mood. I got an unexpected opportunity to move to Copenhagen. I took that and I decided to escape and get away from you. Is the very first time in my life I feel really happy and “accomplished”. I achieved my goal: I found a great job in a cool startup with great people and great co-working space. I am really lucky.

My dear Roma, you have to understand that Copenhagen is different from you. Is better than you. If you are talented, young and really skilled, you will find a great job a great salary and a big opportunity. Nobody is using me or takes advantage of my time. Nobody is using my age. Nobody is promising me money. Nobody is talking behind about my projects. Nobody is smiling at me just because they want something back and everybody answers to email. Nonetheless, that is something that will change. You gave me the opportunity to learn and to know, you helped me by introducing me cool and interesting people: even if everyone has defects, I think I’ve met the most important people, and I am proud of what you gave to me: I great experiences inside a great community.

It's time to fly

Roma, I am not missing you… The startup world in Copenhagen is not so big, but at the same time is more solid and people really care about important things. The city “works” and “rocks“, nobody is really complaining about the transport system, the internet connection, money, and services. Everything just works.

I hope to stay here for long time, and I want to create my new networks and my reputation in Copenhagen, because that is the thing I was really taking care when I was “with you”… and is the only thing I am really missing. However, as everybody knows, the world is still spinning around and we will never know what is gonna happen, and maybe I’ll be back under your ethereal spell. 🙂

But I don’t think so 😛
Goodbye Roma!

Google svegliati, Android è pronto!

KitKat ha decisamente fatto dei grandi progressiAndroid è pronto finalmente. Le API permettono di realizzare interfacce veramente ben fatte, studiate e finalmente usabili. Per questo i device con KitKat mi attirano particolarmente, ma usandolo sul kindle mi sono reso conto del difetto che ha Android: gli sviluppatori pigri e incapaci.

Solo tre anni fa utilizzavo un Samsung Galaxy S. Avevo deciso di sviluppare qualche applicazione per Android, ma dopo diverse bestemmie dovute all’ottimizzazione sui dispositivi, e dopo le continue frustrazioni nell’usarlo, mi passò la voglia di utilizzare quel device e di svilupparci sopra. Con KitKat sembrerebbe esserci una più concreta attenzione nei confronti dell’usabilità.

Pigrizia
Pigrizia

Su KitKat le applicazioni realizzate da Google sono veramente ben fatte: pulite, chiare, usabili, ma le altre su Google Play sono pessime. Le API per fare applicazioni decenti ci sono: Trello ha aggiornato l’applicazione di recente e come dice Alessio, “non ci sono sgorbi”. Allora dove è il problema se le cose si possono fare bene? IMHO: Sviluppatori e Google sono diventati “pigri”.

Se Android è pronto, allora perché troppe applicazioni sono brutte? Penso che la colpa sia di due fattori. Il primo: Google non ha ancora la forza che ha Apple con gli sviluppatori e i produttori di hardware. Il secondo fattore è legato a chi realizza le app che a causa del primo problema, è “pigro” e non riesce ad aggiornarle alle ultime versioni delle API, visto che la frammentazione di Android rende difficile questa operazione.

Frammentazione Android
Frammentazione Android

In poche parole Google dovrebbe svegliarsi, Android è pronto ma serve un “pugno di ferro” che spinga gli sviluppatori e i produttori hardware a non supportare più Gingebread e Froyo. KitKat, supportando device con 512 MB di ram, ha fatto un passo avanti per i produttori, ma non è abbastanza. Anche gli sviluppatori dovrebbero svegliarsi, perché se è vero che Trello si è aggiornata, perché allora la versione di Android di 1 Password fa schifo? (si ho scritto fa schifo perché fa schifo, quella sull’iPhone e sul Mac è da orgasmo 🙂 ).

Il risultato di questa scarsa attenzione nei rilasci e nelle regole, l’ho notato cercando di lavorare con Android: è completamente diverso da iOS e per questo è quasi impossibile fare un paragone. Quello che posso dire è che le uniche app usabili e “produttive” sono quelle di Google e pochissime altre, le restanti applicazioni mi fanno solo perdere tempo. A volte è difficile scrivere un documento di testo, programmare un tweet, salvare un promemoria o creare una nota: una esperienza d’uso pessima e che cambia da app ad app.

Svegliati Google, perché penso che Android sia pronto: ha un ecosistema di sviluppatori che si sta sempre più consolidando, ma mancano delle regole ancora più rigide per rendere Android un sistema operativo più usabile.

Falsificare i voti sui post di Wired

Navigando su Wired mi sono reso conto che alcuni blog post hanno un widget che permette agli utenti di esprimere il loro parere sotto forma di wired, tired oppure expired. Così ho studiato un po’ il funzionamento del codice javascript, trovando un sistema di votazione molto banale. Simile a qualche cosa che avevo visto quando avevo 16 anni.

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Falsificare i voti sui post di wired è molto più semplice di quanto mi aspettassi: in meno di 30 minuti ho scritto e caricato su GitHub un banale script per votare, cambiando continuamente IP.

Mentre ero alla ricerca di un nuovo lavoro per sopravvivere, ho scritto una libreria python per utilizzare TOR, il software-network per rendere anonima la navigazione, ed eseguire una query ad un URL specifico. Giusto per allenarmi e non morire di noia… così ne ho approfittato ed ho unito le due idee.

Il funzionamento di questo script è il seguente: prima di tutto, viene analizzata la pagina per trovare gli URL per votare, poi lo script avvia un processo TOR in modo da connettetesi al network di proxy e rendere anonime le chiamate. In fine chiama diverse volte l’URL corretto cambiando indirizzo IP e controllando che la votazione sia stata eseguita correttamente.

Mettendo da parte l’orgoglio nerd, da un punto di vista di usabilità inserire un captcha o un login con Facebook per una semplice votazione può essere doloroso, ma per le cose importanti può essere una soluzione. Alcune competizioni on-line lo fanno proprio per evitare che si vinca imbrogliando. Non so quanto sia importante per un blog, anche se è una debolezza!

tell me more how you changed the world

È semplice falsificare i voti sui post di Wired, però è triste vedere questo difettuccio. Banale, stupido ma comunque un difettuccio. Supponiamo ci sia un articolo relativo ad una Startup che vende un prodotto particolare. Supponiamo che le persone decidano di comperarlo in base ai voti wired espressi su quell’articolo. Uhm? Per fortuna non funziona così!

Fa molto lamer, ma visto che non sto lavorando, vedere il numero degli “expired” e dei “tired” aumentare di poche unità mi ha fatto riflettere. Spero solo di non aver alterato nulla di importante! Non è il mio intento.

Persino i form/moduli di Google Docs possono essere ingannati con lo stesso procedimento. Anche se è un po’ più complesso, ho scritto uno script dedicato. Sul repository GitHub aggiornerò la documentazione, sperando che almeno chi gestisce i blog di Wired si accorga del banale problema che ho trovato.

Per maggiori informazioni su come utilizzare lo script, ho creato una piccola guida qui.

Intel Galileo: Arduino da 400Mhz

Qualche giorno fa ho partecipato all’evento di apertura della Maker Faire qui a Roma. Durante l’evento è stato annunciato l’incontro tra Arduino e Intel, creando un nuovo prodotto che fa sbavare non solo me, ma tutti gli appassionati di informatica, di elettronica e i “Makers”.

Photo Credit: http://www.flickr.com/photos/84454580@N00/8334340659/ I_am_Allan

Dopo l’annuncio, presso lo stand della Intel distribuivano una misteriosa scatola blu, con disegnato Galileo Galilei con degli occhiali Hipster: La scatola conteneva un Intel Galileo! [Spoiler] Quando la si apre, c’è un circuito che riproduce il jingle della Intel facendo partire l’ormone nerd a chiunque stia sollevando coperchio 🙂

Sono riuscito ad ottenerne uno! :D
Sono riuscito ad ottenerne uno! 😀

La board dell’Intel Galileo dispone di un processore Intel Quark X1000, con una velocità di 400Mhz, oltre ad avere l’interfaccia Ethernet, USB2.0 e le classiche specifiche tipiche degli Arduino. Avendo avuto un Raspberry Pi, posso dire che non è il massimo, visto anche che il prezzo previsto è di 60$ (Il Raspberry Pi parte dai 25$).

Tuttavia ci sono cose che Raspberry Pi non riesce a fare senza dover spenderci altri soldi: con il raspberry pi ho semplicemente installato una distribuzione Linux e mi sono divertito con il software, mentre con Arduino sto esplorando molto più il mondo dell’elettronica e dell’hardware. Potrei costruirci un robot, come quello che hanno fatto salire sul palco durante la presentazione! 😀

Intel Galileo: Board

Non ho ancora tante idee da realizzare ma credo che giocherò parecchio con Intel Galileo: anche se è possibile farlo, non ho alcuna intenzione di installare Linux sul dispositivo, voglio ampliare le mie conoscenze sfruttando saldatori, LED e sensori. 🙂 Per il momento ho realizzato un semplice software che fa generare due numeri, se il primo numero diviso 2 è maggiore del secondo numero, allora un led si accende e si spegne. Banale, però è stato molto divertente vederlo funzionare e mi piacerebbe migliorarlo un pochino: l’ho caricato su GitHub per divertirmi con chi vuole stravolgerlo! 😛

Si accettano consigli, suggerimenti o altre idee da realizzare 🙂

 

500$ di Soddisfazioni

Circa 6 mesi fa lavoravo ad un progetto abbastanza grosso, che tecnicamente parlando, aveva bisogno di scalare in modo del tutto automatico. Per questo motivo ho creato una libreria Python per interagire con le API di DigitalOcean, e così riuscire a soddisfare questa mia esigenza.  Nonostante la libreria fosse semplice, tramite GitHub in poco tempo ho avuto un riscontro positivo e diverse persone mi hanno aiutato a migliorare la libreria.

Quando ho letto questo tweet, ho pensato ci fosse un errore. Poi ho capito e sono scoppiato in un balletto isterico pieno di gioia 😀

Non mi aspettavo minimamente una cosa del genere: ho fatto qualche cosa di diverso, di utile e Digital Ocean, come già Telecom Italia, ha deciso di aiutarmi a continuare questo mio percorso.

Per me è molto importante avere un riscontro da parte degli altri. Quello che faccio ha più importanza di quello che dico… Anche se ci sono persone che preferiscono una frase o un titolo d’effetto, piuttosto che agire e cambiare veramente tutto.

…e poi non dover pagare i server per almeno 4-5 anni è molto utile per chi, come me, vuole contribuire e fare le cose. Sfrutterò al meglio questi soldi per i miei progetti personali, soprattutto quelli con licenze OpenSource 🙂

Un mese con #JawboneUp: #KnowYourSelf

Jawbone Up è un braccialetto che traccia le attività che svolgo durante la giornata: dei piccoli e precisi sensori registrano le varie posizioni e i vari movimenti del mio braccio. Usando queste parole sembrerebbe un prodotto poco interessante o privo di valore, ma non è così.

Once you #KnowYourSelf there's only one way to go. up.
Once you #KnowYourSelf
there’s only one way to go. up.

Ho comperato il Jawbone Up online, direttamente dal sito ufficiale al prezzo di 129,99€. È arrivato 3 giorni dopo, direttamente dall’Inghilterra.

Arrivato!

Come i cagnolini che quando sentono ospiti e vogliono uscire, anche io mi ero posizionato sulla porta di ingresso e “scondinzolavo” aspettando che arrivasse il fattorino :). Appena è arrivato ho scartato subito la busta come se non avessi mai mangiato in vita mia ed il contenuto del pacchetto fosse il piatto più buono e prelibato di questo pianeta. Il packaging è uno dei più belli che io abbia mai visto!  Continue reading Un mese con #JawboneUp: #KnowYourSelf