My Bitcoin Experience: Wallets and Debit Card

I am in the world of bitcoin since 2012 when I opened my first bitcoin wallet on blockchain.info… and a lot of things changed since that moment: new services, growing communities, new alternative crypto currencies, ATMs, Credit-Debit cards, and a larger diffusion of people accepting bitcoin in their shops.

After those two years I can see a better view of what Bitcoin means to me and the innovation behind that technology, including Xapo debit card… and some of my friends are tired of me talking about bitcoins 🙂

How I choose a wallet

Using simple words: the wallet is a collection of addresses and their private keys. The address, that is used to receive the money, is a group of letters and numbers generated by the private key, that is required to send money.

Because you must have the private key of your address in order to sing a transaction, the security level where this value is stored must be high. The default bitcoin client provides a wallet, but is really slow and it must be synchronized and it will take some days…

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500$ di Soddisfazioni

Circa 6 mesi fa lavoravo ad un progetto abbastanza grosso, che tecnicamente parlando, aveva bisogno di scalare in modo del tutto automatico. Per questo motivo ho creato una libreria Python per interagire con le API di DigitalOcean, e così riuscire a soddisfare questa mia esigenza.  Nonostante la libreria fosse semplice, tramite GitHub in poco tempo ho avuto un riscontro positivo e diverse persone mi hanno aiutato a migliorare la libreria.

Quando ho letto questo tweet, ho pensato ci fosse un errore. Poi ho capito e sono scoppiato in un balletto isterico pieno di gioia 😀

Non mi aspettavo minimamente una cosa del genere: ho fatto qualche cosa di diverso, di utile e Digital Ocean, come già Telecom Italia, ha deciso di aiutarmi a continuare questo mio percorso.

Per me è molto importante avere un riscontro da parte degli altri. Quello che faccio ha più importanza di quello che dico… Anche se ci sono persone che preferiscono una frase o un titolo d’effetto, piuttosto che agire e cambiare veramente tutto.

…e poi non dover pagare i server per almeno 4-5 anni è molto utile per chi, come me, vuole contribuire e fare le cose. Sfrutterò al meglio questi soldi per i miei progetti personali, soprattutto quelli con licenze OpenSource 🙂

Perché adoro l’OpenSource: python-digitalocean

Oggi è successa una cosa che mi ha fatto felice. Da qualche mese mi sono spostato su Digital Ocean. Non ho scritto nulla su questo blog perché prima di dare un giudizio complessivo ho preferito aspettare qualche mese.

Digital Ocean, anche se non è avanzato come la concorrenza, si può considerare come una valida ed economica alternativa ad Amazon EC2. Una delle cose che ho più apprezzato è la piattaforma di FeedBack con la quale molti clienti suggeriscono features. Io ho proposto il pagamento in bitcoin. Dopo un po’ di tempo di utilizzo ho ricevuto questa email:

Digital Ocean Email
Digital Ocean Email

Dato che mi stavano coccolando per bene, ho deciso di ricambiare creando un semplice modulo python per gestire le macchine sulla loro piattaforma tramite API: python-digitalocean( il codice è  su GitHub ).

Poi la magia! Questa mattina, mi sono svegliato con il buon umore in quanto avevo ricevuto una pull request per delle migliorie che D. Yu aveva fatto al codice.

Adoro l’open source proprio per questo motivo, perché altre persone possono migliorare il codice e far crescere il progetto. Da quando ho abbandonato il mio progetto del sistema operativo, nessuno più mi ha fatto pull request. 🙂

Credo che sia la cosa più bella che mi sia capitata oggi! Credo che rimarrò su Digital Ocean per molto tempo 🙂

Privacy, reti mesh, Bitcoin e fantasie varie

Da un bel po’ di mesi a questa parte, mi sono accorto che il mio atteggiamento nei confronti delle grandi società che gestiscono l’internet “delle masse” è sempre più orientato al lasciarle trattenere una fettina della mia privacy in cambio di servizi gratuiti.

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p2p?

L’ultima novità di Mark Zuckerberg, riguarda uno pseudo-motore di ricerca avanzato. Graph search migliorerà la ricerca dei contenuti sul social network, peccato che ciò significhi anche spingere da una parte l’utente medio a non distaccarsi più da Facebook, dall’altra l’utente più esperto a migliorare ed adeguare le informazioni per ottenere più visite e like… devo documentarmi meglio a riguardo…

Ciò non sarebbe tanto diverso da quello che fa Google, se non che Facebook conosca in modo non anonimo anche quanti peli ho nel naso nel momento in cui faccio una ricerca. La mia privacy ha un peso fondamentale e i TOS non li leggo quasi mai. Per questo ho iniziato a pensare a varie soluzioni a questi problemi

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#iSchool e l'Italia 2.0 – Siamo pronti?

Oggi ho avuto la possibilità di partecipare all’evento organizzato da World Wide Rome, iSchool. Ovviamente, dalle 10:00 alle 14:30 si è parlato continuamente di Scuola 2.0.

iSchool 2012
iSchool 2012: io c’ero 😀

Io credo che la tecnologia, quella innovativa, non ci cambia veramente la vita… Nel senso che ci facilita alcune operazioni. Nel complesso possiamo dire che una applicazione che permette ai non vedenti di camminare nei boschi sia veramente innovativa, tuttavia questa va a sostituire un accompagnatore 🙂 (poi ci sono le eccezioni)

Penso una cosa molto simile anche per i libri: sostituirli con un iPad può essere una cosa molto interessante, tuttavia non credo sia una delle priorità nel mondo della scuola! 😉 Molte scuole tuttavia hanno scelto già questo dispositivo.

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Twitter: what are you doing?

Il 2 Maggio del 2008 avevo pubblicato un post riguardante Twitter. Qualche giorno prima mi ero iscritto al social network ed avevo iniziato a twittare. Sono passati 4 anni e le cose sono cambiate parecchio! Avrà ancora senso questo video?

Twitter in Plain English ( 05/03/2008 )

Twitter è cambiato parecchio. L’utilizzo che ne faccio ora, e che in molti come me fanno, è diverso da quello di 4 anni fa: non è solo una questione personale dovuta al mio carattere, ma è un cambiamento causato da una specie di “evoluzione” di Twitter. Continue reading Twitter: what are you doing?

Real VS Digital life: Come dovrei vivere su internet?

L’altro giorno, tornando in treno dal mini IDHackDay, due persone sedute vicino a me parlavano della diffusione del web, criticando e sostenendo che non sia una cosa positiva il fatto che oramai la maggior parte delle persone abbiano internet sui dispositivi mobili. Da quello che ho capito dai loro discorsi, per loro internet è una moda… ma ascoltandoli più attentamente mi sono reso conto che consideravano Facebook come se fosse l’intero network, ed escludevano completamente qualsiasi altro utilizzo di Internet.

I Social Network VS Realtà

Anche se non approvo quello che dicevano, ho avuto la conferma che è cambiato notevolmente l’approccio che abbiamo con internet. Dopo aver letto l’articolo di Giuliano e quello di Alessio ho capito una cosa: è sempre più comune l’idea che “il web” sia fatto esclusivamente da “facebook” e pochi altri social network dove perdere tempo. Se da una parte abbiamo quella specie di ignoranza digitale messa in evidenza da Giuliano, dall’altra c’è una massiva diffusione delle applicazioni sociali che stanno cambiando sempre di più come viviamo su internet!

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